110km da Santiago

Un corso d'acqua e un ponte
Un corso d'acqua e un ponte

Mi avevano detto che la Galizia è bella, ma non credevo che questo cielo azzurro, le montagne arrotondate, i boschi e i castagni secolari potessero avere questo effetto così forte su di me.

Ieri ho salutato la famiglia italiana, ho pensato che non li avrei più visti come i francesi, stamattina ritrovo i primi, nel pomeriggio i secondi. E siamo tutti qui, in questo albergue in mezzo ai pascoli, tra mucche, cani pastori e vento.

Il guardiano dell’albergue di Barbadelo
Il guardiano dell’albergue di Barbadelo

Sto bene, e il bosco e il cielo mi calmano il cuore. Sono contento di incontrare le persone, non riesco a esprimere a ognuna di loro quanto mi sta dando, mi basta dire loro che sono contento di averli ritrovati.

Un posto particolarmente indicato per la meditazione
Un posto particolarmente indicato per la meditazione

O Cebreiro

Il tramonto a O Cebreiro
Il tramonto a O Cebreiro

Ho detto tutto...

Da Ponferrada a Villafranca

Le gambe hanno risposto bene, grazie a un “massaggio magnetico” di Nicolas ieri sera. Oggi ho camminato bene, con le Nike, gran parte del cammino sulla strada. Splendidi paesaggi e un altro grande spunto di riflessione. Grazie Elisabetta per il tuo racconto.

Stasera ho ritrovato gli italiani, ho perso i francesi. Sto bene, felice di aver camminato!

Le brutte giornate

Un paesaggio maestoso, e due amici lungo la strada
Un paesaggio maestoso, e due amici lungo la strada

Quella di oggi è considerata la tappa più bella del cammino francese. Io oggi sono distrutto dalla fatica e forse ci ho messo anche troppo peso a quei cinque sassi che stamattina ho lasciato sotto la croce di ferro. Stanchezza, male alle gambe, voglia di stare con qualcuno che condivida con me silenzio, invece trovo solo chiacchieroni con cui non ho voglia di stare e scappo. Non avrei voluto rimanere solo in quella lunga, interminabile discesa.

Un cumulo di pietre inutilmente pesanti
Questo ha bisogno di una spiegazione che forse verrà
La strada verso Ponferrada
La strada verso Ponferrada

La montagna, i sassi, la cena conviviale

Una strada sterrata
Una strada sterrata

Stamattina me la sono presa comoda, tanto il problema non è più il caldo. Cammino solo, poi incontro Isabelle a un bar e cammino con lei. Mi chiede se ho la pietra da lasciare alla Croce di Ferro. “Ne ho tante”, dico. Ma lei insiste che devono essere vere. Dopo pranzo cammino solo su un sentiero che finalmente è di montagna e di sassi ce ne sono molti. Li ho trovati, sono nel mio zaino pronti per essere lasciati andare, e non sarà facile. Non è stato facile nemmeno tenerli in mano a dire il vero.

Il vento, il paesaggio, il vuoto ancora

La croce la troverò domattina. Intanto alle 17 arrivo a Foncebadón. Cena in albergue con Laurina, Isabelle e Nicola di cui ho scritto ieri, Claude che ha fatto il cammino 6 volte e Hermo (se così si scrive).

Hermo è di Valencia, fa il contadino. Parla a voce alta ride e fa ridere Laurina (quindi tutti). Ci dice che la paella è discreta, ma l’hanno inventata dalle sue parti che è ben altra cosa, che suo padre gliela faceva tutte le domeniche, con il pollo, il coniglio e le verdure. Ci racconta di come il cammino l’ha cambiato, che la gente è buona e ti aiuta quando hai bisogno. Suo padre se n’è andato da poco e lui è partito a piedi da Valencia con le ceneri. Ridendo ci dice che sua madre non lo sa, crede che le ceneri siano a casa, e lo chiama alla sera e gli dice “tuo padre cammina con te”.

Bisogna ridere nella vita, dice, e lui porterà in allegria suo padre fino a Finisterre, per lasciarlo andare nell’oceano. Ormai è quasi arrivato.

Ps. Due anni fa l’8 agosto 2016, ho iniziato il cammino.